
L’eclisse sensato e sentito
non è nella febbre dei sensi
che si logorano e si consumano

Non è nel possesso del corpo

Ma nella passione completa
di tutto il proprio soffio vitale

Nel sacrificio
di tutto il proprio essere
Nell’annientamento
di tutto se stesso egoista
in favore anche dell’altro
Ed è così
che in questo eclisse
vi è uno che eclissa di più
e l'altro che si lascia eclissare

Ma vi è sempre uno dei due
che eclissa meglio
e dona tanto intorno a sé
Che anche l'altro
a poco a poco
è attratto da questo eclisse
nel quale vi è certamente il riflesso
di un’umanità migliore
solo chi non comprende
è veramente cieco
anche se passa
per le vie del mondo
con occhi ben aperti


Nella donna ben spesso c’è un’anima
che affiora all’esistenza terrena
satura di luminosità d’eclisse
Che deve costituire l’atmosfera
di un piano superiore
a quello dove gli uomini
muovono i loro passi
Poiché essa eclissa sempre
oltre gli orizzonti maschili
la donna è più vicina dell’uomo
al suo destino

Essa lo intuisce
con maggior rapidità
e lo identifica
tra mille altri

Lo sigilla del suo possesso
con una logica che è
più facilmente istinto
E’ nel silenzio che
guardandosi negli occhi
a volte sino ad un pianto
di dolcezza infinita
sembrano scrutare gli orizzonti
dove forse
si sono già incontrati un giorno

Chissà dove
chissà come
chissà quando

Se lo sguardo dell’uomo
serba ancora qualche bagliore
di desiderio carnale
lo sguardo della donna
è già composto
di una dedizione spirituale

E molto prima di dare il suo corpo
ha già donato l’anima
perché la donna è questa
e non quella che cerca il proprio destino.

Le vie sono impervie
quando gli ostacoli
inducono ad una resa dei passi
Imprecano di sostare
finché la vista
possa riacquistare
quel delizioso scoprire
ancora un tenue bagliore

Le gambe sostengono
corpi mezzi solidi
e mezzi liquidi
orami così grevi nel loro
Dolce Stil Novo oscillante

Sono passi che scivolano
sotto una marea
di occhi distratti
indaffarati a vedere
quello che non possono vedere

Solo l’angelo
è libero di volare e vedere
spiando curioso
tra un’anima e l’altra
senza timore di esser visto

Gli occhi fissano
un miraggio
una parvenza irraggiungibile
se non a tentoni
in zone semibuie
ed insicure

Delirio e miraggio
così patetico ed inutile
per chi fa della sua età
un mezzo per poter camminare
senza aver imparato
a stare in piedi


Percorrere quella strada
senza una meta ben precisa
destinazione incerta
o per lo meno
non stabilita

Ma il sentiero
porta a luoghi inseparabili
aspri e logorati
da passi pesanti
in movimenti felpati

Luoghi che assorbono
quel lasso di tempo
tra la partenza e l’arrivo
d’inseparabili apprensioni

Il riposo attende
la stanchezza bagnata
di lacrime perse

Luoghi inseparabili
cosa hanno da rammaricarsi
in quelle nostalgie spossate
che non reggono più
sulle loro povere gambe

Il momento può riposarsi
quando l’ignoranza vive d’incanto
solo e solamente
in luoghi inseparabili


Tu che puoi
fallo
Tu che puoi respirare
l’aria del mio cuore
fallo

Tu che puoi filtrare
il respiro dei miei polmoni
fallo

Tu che puoi addormentarti
nei sorrisi caldi
di sogni ambiti
fallo

Tu che puoi distillare
le rugiade di lacrime vere
su colline di guance vergognose
fallo
Tu che puoi esser
borioso di te stesso
consapevolmente dotto e innato
nella tua vera vena artistica
fallo

Tu che puoi viaggiare
tra gemme folate
di baci e abbracci
parole e pensieri
mesci ogni aspetto della vita

Tu che puoi
fallo


Ogni creatura che svela poco per volta
il suo paesaggio d’anima
è come la tela di un quadro
o lo scorcio di un’immagine
proiettata attraverso la natura
e i suoi colori

Spesso chi parla
dipinge inconsapevolmente
il proprio paesaggio intimo
quel paesaggio così unico
che davanti alla nostra attenzione
non può distrarsi

E tutto questo si denota
dai minimi particolari
che rendono ineguagliabile ogni creatura
alla quale tutto appare evidente

E dopo aver dipinto il proprio quadro
tutto appare così attraente
perché i colori dominano
il senso dell’educazione esteriore dell’uomo
che ha fatto di tutto per coprire
errando quella individualità singolare

Le anime femminili
che si distinguono per una certa morbidezza
di toni e di sfumature
sono più ricche di mezze tinte
mentre i colori più profondi
si denotano nei paesaggi maschili

Ma è tutto così interessante
nel vedere un uomo dipingere
con una delicatezza di tocco
il proprio paesaggio femminile
e certe donne dipingere il proprio paesaggio virile

Vi è sempre in ciascuno
un dato colore dominante che dà il tono alla tela
che costituisce la nota personale

Precisamente come certi paesaggi della natura
richiamano istintivamente
un dato accorto naturale


Alleviare il dolore altrui
con parte di me stessa
donando parte del mio cuore
lo farei a pezzettini

Se questo intrinseco
e personale gesto
riuscisse a sfaldare
quelle particelle di veleno
che bruciano la carne
anche del mio cuore
lo farei senza sosta

Un gesto così istintivo
per far rivivere altri muscoli cardiaci
che non riescono più a vivere
ma che hanno diritto di vivere

Come posso smettere di eclissare
e di aiutare chi soffre
della sofferenza involontaria
….. non potrei mai

Se solo potessi
resterei immobile ad osservare
maree di sangue filtrate
che navigano
verso una tappa fondamentale
senza timore di annegare
immergendone a fondo
le mani
che rimangano sulle dita
senza asciugarsi né dissolversi
nell’aria contaminata

Se solo potessi
far ardere il mio sentire
conquistato e desiderato
dalla nascita
per scaldare lo spirito altrui
allora …… lo farei


Maestosa è la natura
dove scopriamo di essere forti
usando noi stessi
anche dopo morti

Nella nostra forza
noi ci sentiamo vulnerabili
quando la lotta
ha solo un vincitore

Mentre nella tua idillica
di magnanimità viviamo
e ogni tocco
diventa scoperta
tra soavità e potenza
tra lotta e veemenza

Tutto di te
ha saputo portare
fino ai giorni nostri

Ad ogni sera
la tua bontà calante
è sopravvissuta
ad ogni risveglio

Nella lotta
talvolta ci sentiamo immortali
e ti adoriamo
a tal punto di sbagliare
nel possederti
come unico mezzo di trasporto
perché
tu non sei un possesso
ma un dono

La terra ha tremato
portando via con sé tutto
ma a qualcuno hai concesso
di vivere ancora
ricominciando a ricostruire
con te un eclisse

Che senza di te
nell'assenza del tuo eclisse
non siamo niente
se non soltanto polvere
o ossa spezzate
sono meglio i rattoppi
con un’anima pura
che riesce a galoppare
in cima allo status

Tra giochi di fantasie
e piacevoli parole poetiche
che si svincolano nella povertà
a caccia di cure
di amene bugie ingenue

Ma c’è chi soffre di freddo
quando i sentimenti liquidi
sostano in cantine gelide

Così gelide
che l’ingratitudine sale
come il mercurio
in un termometro di cristallo
Difficile diventa
scaldare la carne
che di abbondante volontà suprema
ne fa uno scopo
Sentimenti liquidi che scorrono
da un mondo all’altro
tra sopportazioni e rinunce

I rattoppi stanno nel culo
di pantaloni e gonne
logorati da calci stretti
e mirati
Ma i veri sentimenti liquidi
roventi e ghiacciati
scorrono in vie nude e scalze
in quei giorni che c’è il mercato.


L'anima è
trasparenza

Il corpo
è evidenza

L’eclisse è
trasparenza nell’evidenza.
